SCHEDA GEOGRAFICA Il territorio comunale, che comprende anche le frazioni di Bosco e di Colbertaldo, si estende a un'altitudine di 152 m. dalla riva sinistra del Piave verso nord fino all'ampia dorsale dei colli, lungo la famosa strada del vino bianco per una superficie totale di 13,56 kmq.: vi abita una popolazione di oltre 3.350 abitanti. COME ARRIVARCI: da Treviso (km. 30) SS 348; dopo Montebelluna si prosegue per altri 10 km., poi si devia a destra. Stazioni ferroviarie vicine: Cornuda km. 5, Montebelluna km. 10. INFORMAZIONI: Comune tel. 0423 987105. SERVIZI UTILI: Farmacia Gonella, via Monte Grappa, 24 tel. 0423 987125, Biblioteca tel. 0423 987234, Guardia medica tel. 0423 9771.
CENNI STORICI Per la felice collocazione presso il corso del fiume e per l'abbondanza di pascoli, fin dalla preistoria nella zona si stanziarono molte varietà di animali e comunità di cacciatori: il rinvenimento di abbondanti reperti silicei e ceramici, la scoperta degli scheletri di due megaceri e di un mammut nel 1974 in una cava di Colbertaldo ne sono la riprova. Una necropoli tardo romana, venuta alla luce nelle località attigue di Masierazze (1957) e di Piazza Maggiore (1986), conferma l'importanza dell'area, che controllava il fiume in un punto strategico lungo il tracciato della Claudia Augusta Altinate. Nel Medioevo Vidor fu un attivo porto fluviale: appena dopo il Mille, a presidiarlo, sorse un castello, raso al suolo nel 1510 durante la guerra sostenuta da Venezia contro la lega di Cambrai. Fondamentale diventò il ruolo dell'abbazia di Santa Bona, costruita tra il 1106 e il 1110: all'abate spettava infatti il diritto di controllo del passo di barca, mentre i monaci si distinsero nell'opera di bonifica dei territori vicini, compresa la caratteristica zona dei Palù. Verso la metà del XIII sec. fu creato il Pio Ospitale di Santa Maria dei Battuti per dare assistenza a pellegrini e passeggeri. Sotto il dominio della Serenissima l'abbazia iniziò un lento, ma inesorabile declino. Nel corso della Grande Guerra il ponte di pietra sul Piave, inaugurato da appena sei anni, in sostituzione di quello di legno, presente dal 1871, fu minato per coprire la ritirata seguita alla disfatta di Caporetto e il paese subì gravi distruzioni, prima della vittoriosa controffensiva finale.
ASPETTI CULTURALI E ARTISTICI Cultura e arte sono quasi sempre connesse alla presenza dell'abbazia: personaggi di spicco furono sicuramente i componenti della famiglia Vidor de' Cattanei, in particolare il conte Giovanni Gravone, che, secondo la tradizione, partecipò alla prima Crociata (1096-99), tornando con le reliquie di Santa Bona, cui poi dedicò l'abbazia; suo figlio Arpone divenne il primo abate, mentre nella prima metà del XIII sec. Tiso (o Tisone) resse con saggezza fino alla morte (1245) la cattedra vescovile di Treviso. Il complesso abbaziale di Santa Bona, nonostante i danni prodotti dalla Grande Guerra, conserva rilevanti aspetti artistici nella chiesa di impianto romanico e nell'elegante chiostro, dove compaiono elementi gotici e spicca l'affresco Madonna con Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Girolamo, opera probabile di Dario da Treviso (metà del XV sec.). Un altro importante centro monastico sorgeva sul colle a nord di Colbertaldo, dove trovarono rifugio contro l'epidemia di peste alcuni monaci della comunità dei Servi di Maria verso la metà del XIV sec.: oggi nell'oratorio della Madonna delle Grazie si può ammirare il venerato affresco della Madonna con Bambino e Annunciazione, opera di un pittore locale del Cinquecento. Nella chiesa arcipretale di Vidor, dedicata al Santo Nome di Maria, si trovano dipinti di Francesco Zugno (1709-1787) e di Guido Cadorin (1892-1976). Sul colle, un tempo sede dell'antico castello, ora si eleva la chiesa della Beata Vergine Addolorata, costruita per ricordare i caduti della Grande Guerra. Anche la parrocchiale di Sant'Andrea a Colbertaldo, citata negli antichi documenti fin dal 1230, dopo la distruzione della Grande Guerra, è stata ricostruita sulla collina dove si ergeva il castello dei conti Colbertaldo, rispettando con fedeltà il progetto della precedente ristrutturazione (metà del XVIII sec.).
ECONOMIA Il territorio ha sempre conservato una vocazione agricola e ancor oggi una della principali fonti di reddito è offerta dalla viticoltura, con la coltivazione in particolare sui colli di Colbertaldo del Prosecco superiore di Cartizze. Negli ultimi decenni, accanto ad attività tradizionali come la tessitura, alla produzione delle fornaci di laterizi e delle officine meccaniche, oltre alla vivacità dei commerci legati alla presenza del fiume, si sono sviluppati alcuni importanti settori dell'industria e dell'artigianato, che riguardano in particolare l'alimentazione, il mobilio, la calzatura e l'abbigliamento.
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