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A PASSEGGIO IN
PIANURA
Ecco un'altra proposta interessante: andiamo a visitare i beni
culturali disseminati nei paesi in pianura; per comodità,
ci muoviamo sempre da ovest a est, lungo un percorso pressoché
parallelo al precedente, solo pochi chilometri più a sud.
Fissiamo il punto di partenza a Moriago. Le notizie più
antiche di un primo edificio sacro in loco risalgono al 1224,
mentre una lapide, ora murata su una facciata, ricorda i lavori
di ristrutturazione eseguiti nel 1458: M458 sub regimine p. i.
Jacobi de Tremula. Seguono la scritta IHS e alcuni segni emblematici,
come i ceppi di San Leonardo.
Ora nella piazza del paese sorge la chiesa parrocchiale
dedicata proprio a questo santo, eretta su originale progetto
dell'architetto A. Alpago Novello sulle rovine della precedente,
consacrata nel 1746 e distrutta dalla Grande Guerra. Il suo stile
vagheggia l'eleganza delle forme architettoniche ravennati dell'VIII
sec.; all'interno campeggia sulla cupola il grande affresco della
Pentecoste, opera del pittore veneziano Guido Cadorin: dodici
lingue di fuoco scendono sugli apostoli tra le reti da pesca.
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Lapide del 1458, con scritte e segni emblematici

Chiesa di san Leonardo a Moriago
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Pala del Pordenone: Madonna col Bambino e santi Antonio, Leonardo,
Caterina e Giovanni Battista (1528-30)

Madonnina del Piave (XIV sec)
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Riportiamo un aneddoto curioso: allora (era il 1925) sollevò
polemiche il realismo dei loro volti, che ritraevano, oltre all'artista
e al suo aiutante, vari moriaghesi del tempo, alcuni dei quali
non sembravano brillare per santità di vita. In ogni caso
il vanto che giustifica da solo la visita alla chiesa è
senz'altro la presenza della straordinaria pala realizzata dal
Pordenone nel periodo 1528-30: le immagini della Madonna
con il Bambino in trono, sopra i santi Antonio Abate, Leonardo,
Caterina d'Alessandria e Giovanni Battista, disposti a semicerchio,
creano una mirabile visione prospettica: l'occhio dell'osservatore
è subito catturato dall'armoniosa figura centrale della
Vergine, sottolineata dallo sfondo di un drappo rosso, per scorrere
verso il basso, lungo l'asse costituito dal viso del Bambino e
dalla mano del battezzatore. La disposizione piramidale del gruppo,
richiamata da quella dei putti ai piedi del trono, permette la
perfetta distribuzione dei volumi, unita al raffinato tonalismo
del grande pittore. La tavola rappresenta uno dei capolavori più
preziosi da ammirare nell'intero territorio della Sinistra Piave.
All'interno della chiesa si trovano anche la Madonnina del
Piave, graziosa terracotta di scuola fiorentina del XIV
sec., donata dai Ragazzi del '99 alla parrocchia di Moriago
a ricordo delle tristi vicende della Grande Guerra, e due bronzi
dello scultore locale Carlo Conte presso la parete di fondo
della chiesa: la Deposizione, con le drammatiche figure
del Figlio morto sulle ginocchia materne dell'Addolorata, e il
Cristo morto, mirabile figura di Crocifisso. In una delle
cappelle radiali si possono ammirare pure otto sue formelle di
bronzo relative alle Storie di Sant'Antonio da Padova.
Presso il campanile in stile romanico sorge l'antica Torre
dei Da Camino (XII secolo), quasi distrutta durante la Grande
Guerra e appena restaurata. |
Prima di metterci in cammino, ricordiamo ai visitatori l'esistenza
di straordinari itinerari naturalistici sia a nord (Palù)
che a sud (Isola dei Morti). La nostra prossima tappa artistica
è l'arcipretale di Sernaglia della Battaglia, dedicata
a Santa Maria Assunta, con il suo slanciato campanile,
costruito, secondo la tradizione, su progetto del Sansovino nel
1640. Un manoscritto del 762, relativo ad un processo intentato
al pievano di allora, testimonia quanto siano radicate le devozioni
popolari e soprattutto antichi gli edifici di culto nei nostri
luoghi. Già dal 1122 Santa Maria di Sernaglia costituiva
una delle pievi locali, insieme a Soligo (1192) e a Giussino
(1262). L'edificio sacro distrutto dalla Grande Guerra risaliva
al 1520 ed era stato più volte ampliato e restaurato:
oggi restano a testimonianza le due colonne che delimitano
il sagrato.
L'attuale chiesa, opera di A. Alpago Novello (1921), conserva
l'interessante Crocifissione, proveniente dall'oratorio
locale diSanta Croce. Il dipinto reca la data del 1732
e il nome dell'artista, Joseph Blathettus, di cui purtroppo
non sappiamo nulla: rappresenta il momento della morte di Cristo
in croce, tra le figure addolorate della Madonna e di San Giovanni.
Negli angoli, in miniatura, le scene: Preghiera nell'orto degli
ulivi, Flagellazione, Cristo caricato della Croce e Cristo cade
sotto la Croce. Il pittore, forse originario del centro Europa,
dimostra di conoscere le novità tecniche della corrente
dei tenebrosi. Nella chiesa si trovano anche quattro opere (1928)
del pittore veronese Carlo Donati: Battesimo di Cristo, Assunzione
della Vergine, San Vincenzo Ferrer e Adorazione dei Magi, oltre
a un San Valentino di Luigi Cima. |
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Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Sernaglia

Crocifissione di Joseph Blathettus (1732)
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Il paese ha due belle piazze; nella prima, di fronte al restaurato
palazzo del municipio, si trova il Monumento all'Emigrante, di
Eugenio Villanova, dedicato alla tristemente famosa industria
della valigia; nella seconda, presso il restaurato oratorio di
San Rocco campeggia la Fontana delle Aquile di Giovanni Possamai
a ricordo della vittoria nella Grande Guerra.
La prossima tappa è Falzé di Piave: in piazza
il Monumento agli Arditi di Giovanni Possamai ricorda gli eventi
bellici, come del resto la ricostruzione della vicina chiesa parrocchiale,
dedicata a San Martino di Tours, nel periodo 1923-25, dopo
i danni irreparabili della Grande Guerra. Il culto al santo è
attestato fin dal 1246, quando la zona dipendeva dalla pieve di
Soligo; l'antica chiesa medievale fu restaurata verso la fine
del Cinquecento, dopo che fu elevata a parrocchia nel 1584.
A quel periodo risale il Fonte Battesimale in pietra: le
eleganti volute sul basamento, gli intrecci lungo il fusto e il
doppio ordine di cherubini sulla vasca inducono ad attribuire
l'opera a un artista di valore.
La chiesa è decorata dagli originali affreschi di Giuseppe
Modolo sull'abside e lungo le pareti laterali, dove si snoda senza
soluzione di continuità una Via Crucis dalle concezioni
modernissime.
L'edificio di culto più antico sorge a nordest del paese;
uscito quasi indenne dalle offese della guerra, l'Oratorio
di Sant'Antonio, detto anche Chiesuola, nel 1522
era dedicato alla Madonna e solo nel Seicento la devozione popolare
Le accostò anche il culto del santo. Sopra l'unico altare
compare un interessante affresco, che fu trasportato qui, come
dice l'iscrizione sottostante, nell'agosto del 1649,
affinché la miracolosa immagine trovasse più decente
e onorevole luogo.
Vi compare la Madonna in trono con Bambino tra due angeli:
le forme plastiche, l'eleganza delle figure e le tonalità
cromatiche ricordano da vicino l'arte di Giovanni di Francia
(1420-1485) e gli affreschi di San Vigilio a Col San Martino.
Sulla parete destra dell'unica navata è venuto alla luce
un altro affresco, che reca la data dell'esecuzione (1515):
a conferma del culto alla Vergine, raffigura la Madonna in
trono col Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco. Colpisce
per la vivacità dei colori, mentre la tecnica e la disposizione
delle figure nello spazio non trovano riscontro in altri dipinti
dell'epoca; la mancanza di riferimenti per ora induce a pensare
all'opera di un abile pittore locale.
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INIZIATIVA COFINANZIATA
DALL'UNIONE EUROPEA PROGRAMMA L E A D E R I I - FONDO
FESR - SUBAZIONE 1.B REGIONE VENETO - PROVINCIA DI TREVISO
G.A.L. 4 - GRUPPO DI AZIONE LOCALE "PIANURA E COLLINA
TREVISO: DESTRA PIAVE" - FARRA DI SOLIGO (TV) |
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| ©2004 - COMUNE DI FARRA DI SOLIGO e G.A.L. 4 |
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