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LE ORIGINI
La presenza del fiume nel nostro territorio è attestata fin dai tempi più remoti: già 15.000 anni fa il suo corso doveva essere alimentato da molte sorgenti e le acque scorrevano pericolose e irruente nella pianura. Il suo letto e quello dei suoi affluenti mutò sede a più riprese nelle varie epoche: solo dopo l'ultima glaciazione acquistò una configurazione simile a quella attuale, deviando a sud-ovest.

IL NOME

Il suo nome sembra derivare dalla radice protoariana Pla/Plu, che ha dato origine a termini come Plavati ("scorrere"), Plava ("straripare") e ha conservato interessanti tracce semantiche nella lingua greca e latina.

PRIMI INSEDIAMENTI

I primi insediamenti umani rilevati lungo il suo corso risalgono alla fase finale del paleolitico, diventano sempre più frequenti nel mesolitico (5.500 - 4.500 a.C.), specialmente nella fascia collinare e nell'area delle risorgive: in entrambe le rive erano dislocate piccole comunità non stanziali, come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti a Nervesa e a Falzé di Piave.
 

LA PIAVE
Paesaggio con rapide





Reperti litici rinvenuti sui terrazzi
della Piave a Falzé
(neolitico antico)



Asce di bronzo rinvenute nelle grave
della Piave tra Ciano del Montello e Moriago della Batttaglia



Siti Paleoveneti lungo la Piave
 

IL NEOLITICO E L'ENEOLITICO

Nell'epoca successiva (4.500 - 3.000 a.C.) la presenza di piccoli villaggi lungo il corso medio della Piave divenne abituale, grazie alla pratica nel territorio dell'agricoltura e dell'allevamento: durante il Neolitico recente l'artigianato era particolarmente attivo lungo le sue rive, per la presenza di centri di lavorazione della selce, da cui si ricavavano in particolare punte di freccia e raschiatoi, oltre che per la successiva produzione ceramica.

Alla fase finale del neolitico e al primo periodo dell'eneolitico risalgono numerose asce e accette di pietra levigata, rinvenute lungo il greto della Piave: sono interessanti testimonianze delle attività di deforestazione, connesse alla coltivazione e al pascolo animale.

Le successive tracce di insediamenti umani risalgono all'età del bronzo medio, a partire dal XV sec. circa a.C., nell'ampio tratto compreso tra Vidor e Nervesa della Battaglia: il ritrovamento di asce, spade e pugnali bronzei documentano anche la diffusione dell'attività venatoria nel nostro territorio. Frequenti resti di fusione di bronzo lungo le rive (Nervesa, Falzé, Colfosco ...) confermano la vivacità e l'importanza dell'artigianato nell'ambito dell'economia plavense.


LA CIVILTA' PALEOVENETA
La fase finale dell'età del bronzo risultò un periodo di declino e abbandono, per i mutamenti climatici e le avverse condizioni economiche.

Una nuova e significativa tappa della storia locale inizia a partire dal IX sec. a.C., con la diffusione del ferro: gli antichi Veneti, i Paleoveneti, che abitarono una zona vastissima tra l'Isonzo a nord e L'Adige a sud, creando numerosi siti abitativi proprio lungo il corso della Piave; dopo i centri di Este, Padova, Montebelluna , meritano una segnalazione di riguardo, lungo il corso del nostro fiume, le località di Valle, Làgole e Mel nel bellunese, Nervesa, Falzé e Farra di Soligo nel trevigiano.

VITA E ASPETTI CULTURALI
I nostri antenati amavano i cavalli, si dedicavano all'agricoltura, vivevano pacificamente e praticavano il commercio lungo il corso della Piave, usando zattere. Parlavano una lingua indoeuropea, affine al latino, usavano una scrittura con alfabeto etruscoide, come testimoniano parecchie iscrizioni trovate a Farra e a Falzé su lapidi, cippi e massi calcarei, e custodivano con devozione il ricordo degli avi. I defunti venivano cremati e le loro ceneri conservate in un vaso di terracotta (più raramente di bronzo), l' ossuario, deposto in tombe a cassetta, delimitate da lastre rettangolari calcaree o di terracotta, insieme al corredo funerario, costituito da: vasellame, spille, fibule, collane, bracciali, aghi, fusaiole, armi spezzate, cinturoni con borchie ...e più o meno ricco, a seconda delle fasi cronologiche, della posizione sociale, dell'attività svolta e del sesso. Nella necropoli di Montebelluna sono state rinvenute oltre una sessantina di sepolture.
 



TOMBA A CASSETTA
(ricostruzione di G. Penello)


OLLA OSSUARIO


ABITAZIONE PALEOVENETA
(periodo più antico)




Disco bronzeo votivo con Reitia,
signora delle fiere e dea della fertilità





Referenze fotografiche

La Piave (rivista Il Brentella), A.Paolillo: Asce di bronzo, Olla Ossuario (Museo Civico Montebelluna) Disco bronzeo votivo (Museo "L.Bailo" Treviso)

 

Nella civiltà paleoveneta si possono distinguere quattro periodi storici: il terzo (dal VI al IV sec. a.C.) per abbondanza di oggetti e varietà di forme artistiche, testimonia l'apice della floridezza economica dei nostri antenati. Abitavano generalmente in capanne di legno e graticci, spesso sopraelevate rispetto al terreno, per isolare dall'umidità dei luoghi; a volte il pavimento era d'argilla pressata e cotta. Per la deperibilità dei materiali e la configurazione del terreno è molto difficile individuare tracce di centri abitati, quasi sempre villaggi, collocati in zone riparate lungo corsi ricchi d'acqua, come appunto la Piave.

I Paleoveneti praticavano il culto in santuari agresti, delimitati da recinti lignei o al centro di laghetti. Sono pervenuti a noi numerosi doni votivi di ceramica, monili...

La divinità più importante era femminile: Reitia, la dea sanante, signora della natura e delle fiere, favoriva la fecondità, secondo la concezione mediterranea.

INIZIATIVA COFINANZIATA DALL'UNIONE EUROPEA PROGRAMMA L E A D E R I I - FONDO FESR - SUBAZIONE 1.B REGIONE VENETO - PROVINCIA DI TREVISO G.A.L. 4 - GRUPPO DI AZIONE LOCALE "PIANURA E COLLINA TREVISO: DESTRA PIAVE"-FARRA DI SOLIGO (TV)
©2001 - COMUNE DI FARRA DI SOLIGO
INIZIATIVA COFINANZIATA DALL'UNIONE EUROPEA
PROGRAMMA L E A D E R I I - FONDO FESR - SUBAZIONE 1.B
REGIONE VENETO - PROVINCIA DI TREVISO
G.A.L. 4 - GRUPPO DI AZIONE LOCALE
"PIANURA E COLLINA TREVISO: DESTRA PIAVE" - FARRA DI SOLIGO (TV)
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