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La Piave racconta...
LA BATTAGLIA DELLA VITTORIA
Quell'autunno del 1918
Gli scontri della battaglia del Solstizio avevano
provato duramente le nostre truppe, che in alcuni tragici momenti
di quei lunghi giorni avevano temuto il peggio, quando si erano
aperte falle lungo il fronte, tuttavia avevano senza dubbio
restituito fiducia e morale ai soldati: più i giorni
passavano e più cresceva in loro la convinzione non solo
di poter reggere il confronto, ma anche di poter sovvertire
le sorti di una guerra condotta per poter unificare la penisola.
Mentre gli Austriaci pensavano a rinforzare le difese, nella
prima settimana di ottobre lungo il fronte italiano furono concentrate
21 Divisioni, con il supporto di 2000 cannoni e
nuove scorte di munizioni.
Gli schieramenti
In realtà le forze nemiche restavano superiori
alle nostre: 57 Divisioni contro 32 e mezza. Il Comando Supremo
contava però di sfruttare il vantaggio della conformazione
del terreno, specialmente in corrispondenza della dorsale
del Montello: così il piano d'attacco fu affidato a due
Armate, l'Ottava e la Decima, sotto le direttive
del generale Caviglia, che poteva far affidamento sull'entusiasmo
dei Ragazzi del '99. Come lui stesso raccontò,
uno di loro, che stava di vedetta e non lo aveva certo riconosciuto,
gli disse testualmente: "E' una vergogna. Noi dovremmo
essere sull'Isonzo.Voi vecchi non avete fatto il vostro dovere!"
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Nervesa: resti dell'abbazia di Sant'Eustachio,
colpita dai bombardamenti

Sul fronte italiano arrivano cannoni e scorte di munizioni

Grave del Piave e dorsale del Montello nei pressi di Moriago
(Isola dei Morti)
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Il piano d'attacco
Le grave di Papadopoli erano considerate il luogo
ideale per effettuare lo sfondamento, neutralizzare le batterie
nemiche sulle colline di San Salvatore e puntare su Vittorio
Veneto, ma il generale conosceva bene il Piave e le sue pericolose
piene, per cui ipotizzò vari punti dove gettare dei ponti:
tra Pederobba e Vidor, tra Fontana del Buoro e Moriago, a Falzé,
a Nervesa e sulle grave di Papadopoli. In particolare presso
la Fontana del Buoro il fiume presentava un solo ramo
e formava un rientrante; la riva destra, ricca di vegetazione
e in posizione dominante rispetto alla sinistra (che si inondava
in caso di piena), permetteva di mimetizzare col buio materiali
e movimenti:le linee nemiche, infatti, distavano alcune centinaia
di metri, per sfuggire al tiro delle nostre artiglierie.
I giorni decisivi
Il 24 ottobre doveva segnare l'inizio dell'attacco
su tutto il fronte. La pioggia incessante e la progressiva piena
del Piave ostacolarono le operazioni: solo due battaglioni dell'11°Corpo
e due della 7^Divisione britannica occuparono l'isola Caserta
nelle grave di Papadopoli. Il comando decise allora di rinviare
le operazioni al 27. Così la sera del 26 ottobre alle
20.00 i pontieri entrarono in azione: dovevano essere gettati
quattro ponti: tre nell'ansa a est di Ciano e uno alla punta
del saliente di Falzé. Nonostante la violenza delle acque,
il primo fu completato verso le 23.30 presso la Fontana del
Buoro: subito guadagnarono l'altra sponda gli Arditi
della I Divisione d'assalto e la Brigata Cuneo
del XXVII Corpo d'Armata. Nei pressi delle grave di Moriago
furono subito eliminate le vedette nemiche, ma ben presto scattò
l'allarme e le artiglierie austriache dalle colline aprirono
il fuoco. La risposta delle nostre batterie non si fece attendere:
poco dopo la mezzanotte la linea dei Molini era distrutta, mentre
il 72°Reparto d'assalto piombava sulle trincee austriache
di Ca' Mira e di Boaria del Magazzino. Alle ore tre era superata
la linea dei Molini, alle prime luci dell'alba veniva liberato
il centro di Moriago, come ricorda una lapide sul palazzo Savoini:
"Il XXII Reparto d'Assalto (1^Div. d'assalto) qui giunse
primo vittorioso nel giorno della riscossa, alba 27 ottobre
1918, per costituire la testa di ponte del XXII Corpo d'Armata.
Battaglia di Vittorio Veneto".
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La vittoria
Altri reparti della 1^Divisione già alle ore 5 attaccavano
il fronte Fontigo - Sernaglia, ma trovavano una forte
resistenza da parte delle divisioni delle cavallerie austriache
e della 41^Divisione Honved, schierata a Falzé. Verso
sera i nemici osavano una controffensiva, sostenuti dal
fuoco delle batterie di Valdobbiadene e di Susegana: Fontigo
fu perso e poi riconquistato dalla Brigata Pisa. Nella
notte varcarono il Piave gruppi delle brigate Piemonte e Porto
Maurizio (60^ Divisione).
La mattina del 28 la situazione divenne grave: tutti
i ponti erano distrutti, il XXII Corpo e la Brigata Cuneo
isolati sulla riva sinistra. Il generale Vaccari allora
radunò tutti i comandanti dei reparti a Guizza del Montello,
nel pomeriggio il generale Caviglia spronò le sue
truppe all'attacco decisivo. Per fortuna l'onda di piena
era passata e le acque del Piave defluivano; alle 16.30 partì
sull'intero fronte l'ordine di puntare verso le artiglierie
nemiche con un unico obiettivo: "Vittorio e le alture
a nord di Vittorio". Verso sera, dopo che tutti i comandi
erano approdati sulla riva sinistra, il generale Vaccari pose
il comando a Molino Manente, in località Rive, a sud
di Moriago .
Il 29 mattina le nostre truppe iniziarono a incalzare
senza sosta i nemici in rotta verso nord, liberando la zona
collinare di San Gallo e Refrontolo (Brigata Mantova, Pisa,
Piemonte e Porto Maurizio), Follina e la Val Mareno. Caddero
prigionieri più di 8.000 nemici, fu recuperato un ingente
bottino di guerra. Nei giorni seguenti, fino al 4 novembre,
si completò la vittoria, culminata con la liberazione
di Vittorio Veneto.
La lunga battaglia condotta dal 24 al 28 ottobre si era finalmente
conclusa, con notevoli perdite su entrambi i fronti: i soldati
italiani caduti furono 34.342, insieme con 584 francesi.
Terminava così la guerra, tornavano la pace e la libertà,
l'Italia era unificata, nasceva la leggenda del Piave.
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Isola dei Morti: Cippo che ricorda i caduti
(34.342 Italiani, 584 Francesi)

Tempio votivo dedicato alla Madonnina del Piave, voluto dai
Ragazzi del '99
"Il Piave mormorava ..."
La ricostruzione delle vicende belliche si
basa sulla relazione del Comando del XXII Corpo d'Armata
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INIZIATIVA COFINANZIATA
DALL'UNIONE EUROPEA PROGRAMMA L E A D E R I I - FONDO
FESR - SUBAZIONE 1.B REGIONE VENETO - PROVINCIA DI TREVISO
G.A.L. 4 - GRUPPO DI AZIONE LOCALE "PIANURA E COLLINA
TREVISO: DESTRA PIAVE" - FARRA DI SOLIGO (TV) |
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| ©2004 - COMUNE DI FARRA DI SOLIGO e G.A.L. 4 |
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