|
|
LA LUNGA STORIA DEL PIAVE
I primi insediamenti umani lungo il corso del fiume risalgono
al paleolitico: dapprima saltuaria, già dal neolitico
divenne più stabile e rilevante la presenza di villaggi
in entrambe le rive.
Più tardi fiorì la civiltà paleoveneta
in vari centri del suo corso. Nella fase imperiale della
storia romana il tracciato della Claudia Augusta Altinate
nel nostro territorio correva parallela per un ampio tratto
al fiume, prima di puntare deciso verso nord.
Le invasioni barbariche, la nascita e l'ascesa di Venezia
aprirono una nuova e interessante pagina della storia del Piave.
L'ASCESA DELLA SERENISSIMA
Nel medioevo i traffici commerciali fluviali divennero
sempre più frequenti e importanti: le acque del Piave
erano solcate da numerose imbarcazioni, che trasportavano merci
dal mare verso l'interno, ma soprattutto dalle Dolomiti all'Adriatico.
La Serenissima era diventata una città sempre
più ricca e potente, al punto da dominare il Mediterraneo
con i suoi intensi traffici. Il segreto delle sue fortune era
legato al controllo di alcune merci, strategicamente fondamentali,
come il legname, il sale e i metalli, oltre alle spezie e
ai tessuti pregiati.
|
|
Per secoli il Piave è stato
la più importante
via di commercio
dal Cadore all'Adriatico
La costruzione di zattere
prevedeva l'opera di abili artigiani
|

Remi particolari permettevano
di dirigere le zattere anche
nei tratti più insidiosi del fiume

Zattieri all'opera:
è il momento di partire
|
|
IL TESORO DEI BOSCHI
La repubblica veneta si assicurò ben presto il monopolio
del sale, un bene prezioso per la conservazione dei cibi, ma
il tesoro più prezioso per la laguna ben presto
si rivelò il legname, sia per l'espansione della città
(ponti, abitazioni ...) che per il progressivo sviluppo della
flotta mercantile e militare: nei cantieri dell'arsenale
già prima del XII secolo fervevano i lavori di costruzione
di navi da carico e da guerra.
LA VIA DEL FIUME
Il Piave, proprio perché collegava l'area dolomitica
alla laguna, divenne così la via commerciale più
importante dell'entroterra veneto: mentre derrate alimentari,
sale, tessuti e spezie risalivano il suo corso, legname,
ferro, rame e carbone giungevano in laguna su zattere,
condotte da uomini esperti e coraggiosi, che conoscevano ogni
segreto del fiume.
Nel primo tratto scendevano fino all'altezza di Falzé
gli zattieri bellunesi, che poi ritornavano a piedi verso
i monti; nel secondo, a completare il percorso, diventavano
protagonisti quelli nervesani, che tramandarono di padre
in figlio i segreti della loro professione per secoli.
|
|
L'ARTE DEGLI ZATTIERI
Il porto di Nervesa per oltre 500 anni,
come conferma lo statuto degli zattieri, assunse un ruolo
di notevole importanza economica, connessa al fitto movimento
di zattere e alla fluitazione dei roveri del Montello, riservati
all'arsenale di Venezia.
Varie famiglie del luogo (Zompini, Mazzero, Frare, Furlanetto,
Mussato, Rossi, Zanfranceschi ...) appresero e praticarono l'arte
degli zattieri, che conducevano una vita dura: trascorsa la
pausa invernale come boscaioli, tornavano ai loro arnesi: asce
e accette (manère e manarìn), seghe, corde
(soghe e sogàt), graffe e arpioni (cani e andièr),
usati per costruire le zattere e controllare la fluitazione
del legname. Pur descritti come uomini rudi, erano noti per
lo spirito di solidarietà e per la loro devozione
a san Nicolò, loro protettore nei pericoli quotidiani.
|
|
Nei porti fluviali fervevano le attività
Zattera in navigazione da Falzé verso
Nervesa
|
 |
|
|
INIZIATIVA COFINANZIATA
DALL'UNIONE EUROPEA PROGRAMMA L E A D E R I I - FONDO
FESR - SUBAZIONE 1.B REGIONE VENETO - PROVINCIA DI TREVISO
G.A.L. 4 - GRUPPO DI AZIONE LOCALE "PIANURA E COLLINA
TREVISO: DESTRA PIAVE" - FARRA DI SOLIGO (TV) |
 |
| ©2004 - COMUNE DI FARRA DI SOLIGO e G.A.L. 4 |
|
|


|
|