COLLALTINO DI COLLALTO
E LA POESIA DI GASPARA STAMPA
La nobile famiglia dei Collalto fu protagonista per oltre
mille anni delle vicende storiche nella terra trevigiana: lo testimoniano
lotte, imprese, conquiste, possessi al di qua e al di là
della Piave. Legate ai domini nella Marca, ai castelli di Collalto
e di San Salvatore oggi restano importanti testimonianze letterarie,
artistiche e religiose. Nel Cinquecento spicca la figura di Collaltino
I, abile condottiero, ma anche uomo di cultura, come dettavano
i canoni rinascimentali: infatti tra una spedizione militare e
l'altra frequentò con assiduità i salotti veneziani,
conoscendo così personaggi come lo Speroni, il Doni,
l'Aretino, il Sansovino e si dilettò pure
a comporre poesie, pubblicate in una raccolta. Chi ne fece un
ritratto appassionato fu la poetessa Gaspara Stampa: nelle
"Rime d'amore" lo descrive come l'eroe dalla perfetta
bellezza:"di pelo biondo e di vivo colore, di persona alta
e di spazioso petto", "di vago e dolce aspetto"
per "l'angelica beltate", ma in amore "conte crudel"
ed "empio tiranno". Lei è la cortigiana perdutamente
innamorata, "brutta e vile", che rimane estasiata dal
fascino del paesaggio, cui affida spesso un messaggio per l'amato
lontano.
"Liete campagne, dolci colli ameni,/ verdi prati, alte
selve, erbose rive,/ serrata valle, ov'or soggiorna e vive/ chi
può far i miei dì foschi e sereni,/ antri d'ombre
amorose e fresche pieni,/ ove raggio di sol non è ch' arrive,/
vaghi augei, chiari fiumi ed aure estive, vezzose ninfe, Pan,
fauni e sileni,/ o rendetemi tosto il mio signore,/ voi che l'avete,
o fategli almen conta/ la mia pena e l'acerbo aspro dolore:/ ditegli
che la vita mia tramonta,/ s'omai fra pochi giorni,anzi poch'ore/
il suo raggio a quest'occhi non sormonta.
Questi mirabili versi, nei quali traspaiono influssi petrarcheschi,
dedica Gaspara Stampa alla varietà e alla bellezza del
nostro ambiente nel sonetto CXXXV del suo ricco Canzoniere.
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